Quando un figlio è Mamma-dipendente

Bambini: essere dipendenti dalla mamma
Se tuo figlio soffre di “mammite acuta” , ovvero un attaccamento morboso alla figura materna, sappi che la prima responsabile sei proprio tu! L’eccessiva indulgenza e l’esasperato attaccamento che hai favorito durante il suo primo anno di vita, infatti, hanno reso il tuo bimbo mamma-dipendente. Questo “disagio” può determinare nel piccolo disturbi del sonno, ansia da separazione o da abbandono, disturbi dell’alimentazione, ecc. Di seguito ti forniamo qualche utile consiglio per prevenire questa circostanza e per normalizzare il rapporto tra te e tuo figlio.
Se il bambino è mamma-dipendente la colpa è da imputare a come è stata gestita la diade mamma-bebè nel primo anno di vita del piccolo. Se quest’ultimo, ad esempio, è stato allattato oltre gli standard previsti (non solo per essere nutrito ma anche per essere calmato) o se è stato abituato a dormire nel lettone coi genitori (pratica, tra l’altro, sconsigliata dai pediatri), è impossibile che da un giorno all’altro decida arbitrariamente di  costruirsi una propria autonomia, separandosi con tranquillità dalla figura materna.
Come deve comportarsi la mamma
In primo luogo la mamma deve essere consapevole del fatto che il primo anno di vita è il periodo più importante per il processo di emancipazione del bebè. Si pensi, ad esempio, al fatto che il bambino in questo periodo dovrebbe essere svezzato per cominciare a nutrirsi anche con i cibi solidi, che comincia a sviluppare un proprio linguaggio e  a fare i primi passi.  Guai, dunque, a ostacolare questo percorso se si desidera scongiurare la mammite acuta!
D’altra parte il piccolo sperimenta in questo periodo della propria vita anche un comportamento esplorativo: è curioso, si guarda intorno e poi ritorna alla base sicura, rappresentata dalla propria mamma. Nei limiti delle norme di sicurezza questo atteggiamento del piccolo non va frenato, ma, al contrario, va incoraggiato.
Altro escamotage per evitare la mammite acuta consiste nel promuovere il cosiddetto care-givering multiplo, ovvero l’affidamento del bambino a diverse figure che ruotano intorno al nucleo familiare (fratelli maggiori, nonni, zii, baby-sitter, ecc.), in modo tale da favorirne le relazioni socio-affettive.