Ecografie inutili per neonati prematuri: a Catania un medico finisce ai domiciliari

Un dirigente medico dell’Ospedale San Marco di Catania è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione in almeno quattro casi: avrebbe chiesto ai genitori di neonati prematuri delle somme per effettuare esami inutili che lui prospettava come necessari per i piccoli pazienti.
Neonatologo arrestato per concussione
Avrebbe approfittato della possibilità di erogare prestazioni mediche “intra moenia” in almeno quattro episodi chiedendo somme di denaro alle famiglie per degli esami inutili: è con quest’accusa che al termine di un’indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica di Catania il 53enne neonatologo Alessandro Rodonò (in servizio presso il Reparto di Neonatologia del Presidio Ospedaliero San Marco del capoluogo etneo) è finito agli arresti domiciliari.
In un comunicato dei magistrati che si cono occupati dell’indagine si apprende come i casi finiti sotto la lente di ingrandimento della Polizia sarebbero al momento quattro e tutti verificatisi negli ultimi mesi ovvero tra settembre e ottobre dell’anno appena concluso; tuttavia gli accertamenti proseguiranno dato che il sospetto degli inquirenti è che le pratiche concussive potrebbero aver riguardato altre famiglie
Prescritte ecografie cerebrali inutili
Dei quattro episodi contestati al neonatologo siciliano due costituirebbero casi conclamati di concussione mentre gli altri sarebbero in forma di solo tentativo: rivolgendosi esplicitamente ai genitori di neonati prematuri il dirigente medico richiedeva loro somme di denaro per poi effettuare degli esami inutili che però descriveva come necessari per tutelare la salute dei piccoli pazienti.
Ingenerando falsi allarmismi nelle mamme e nei papà dei neonati Rodonò prescriveva delle ecografie cerebrali da effettuarsi in regime di “intra moenia” e dietro richiesta di denaro, condizione in mancanza della quale si rifiutava di eseguire l’esame stesso.
In due casi i genitori hanno pagato, messi di fronte a questa difficile alternativa, ma le tempestive indagini della Procura catanese nel giro di pochissimi mesi hanno portato alla misura di custodia cautelare.
Questo il commento di Ruggero Razza, Assessore Regionale alla Salute:
I fatti contestati dalla Procura di Catania al medico dell’ospedale San Marco posto agli arresti domiciliari, qualora fossero confermati, sono di una gravità inaudita. Se è vero ciò che sostiene l’autorità giudiziaria, l’episodio in questione getta discredito sull’intero sistema sanitario regionale danneggiando i tantissimi operatori che quotidianamente operano con onestà e nell’esclusivo interesse della salute dei cittadini, per questo auspico che venga fatta piena luce senza alcuno sconto. Come da prassi e ai sensi del contratto di lavoro l’Azienda attiverà un procedimento disciplinare nei confronti del medico coinvolto nell’inchiesta con sanzioni che potrebbero arrivare fino al licenziamento.