Perchè i neonati smettono di piangere appena ti alzi in piedi?

Secondo un innato istinto primordiale i bambini percepiscono quando chi li tiene in braccio sta camminando, infondendo loro sicurezza.
Se ti siedi mi metto a piangere
Gli esseri umani conservano numerosi istinti animali, come quello dell’autoconservazione e della fuga di fronte al pericolo. Anche nei bambini sotto i 6 mesi questi impulsi ancestrali sono molto forti. Se un bambino si trova in braccio a mamma, papà o altre persone si sente più sicuro quando chi lo regge è in piedi e sta camminando, perchè il piccolo percepisce che la persona che lo sta curando è pronta alla fuga in caso di pericolo. Questa sarebbe, secondo uno studio pubblicato su Current biology, la ragione per cui i bambini smettono di piangere se sono tenuti da una persona in piedi, mentre sono più irrequieti se sono in braccio a una persona seduta o, peggio ancora, se messi in culla. In quest’ultima il bambino si sente solo e quindi percepisce istintivamente di non essere in grado di difendersi da eventuali aggressioni. Se invece si trova in braccio ad una persona in piedi istintivamente sta fermo e tranquillo, per non intralciare il moto e soprattutto la fuga di chi lo regge. Si tratta ovviamente di un riflesso inconscio, che risalirebbe ad un passato ancestrale.
Risposte comportamentali e fisiologiche nei bambini
Questo meccanismo non agisce solo a livello comportamentale, causando il pianto e l’agitazione del piccolo, ma anche a livello fisiologico. Un bambino che si trova in braccio a mamma o papà mentre questi camminano smette di agitarsi e piangere, ha un battito cardiaco più rallentato e il suo corpo si trova in uno stato di maggiore rilassamento. Si tratta di un aspetto comune anche ai cuccioli di moltissime specie di mammiferi. Tutti i genitori lo hanno sperimentato almeno una volta: camminare con in braccio il proprio figlio piccolo aiuta a calmarlo e rassicurarlo, qualsiasi sia la fonte del suo disagio. Questa tecnica funziona quasi sempre e permette di gestire facilmente momenti di forte stress, come il pianto incontrollato e i primi capricci.